Febbre bambini

La febbre nei bambini: 10 punti per non “perdere la testa”

Avere la febbre non significa essere malati: la febbre è la reazione di difesa che il nostro corpo ha nei confronti dei virus o dei batteri, così come può rappresentare la conseguenza di un’esposizione eccessiva ad un ambiente molto caldo (colpo di calore), etc.

Quindi possiamo definire, entro certi limiti, la febbre come l’amica dei bambini? Sì, certo, anche se questa reazione spesso spaventa i genitori e li spinge a recarsi al Pronto Soccorso o a chiamare il pediatra.

Lo scopo di questa breve disamina è quello di ribadire alcuni concetti noti per noi pediatri, ma non per i neogenitori.

Cerchiamo quindi di riassumere in dieci punti fondamentali le raccomandazioni per non farsi prendere dal panico quando il bambino manifesta febbre soprattutto alta o molto alta.

1 Definizione

Partiamo dalla definizione di febbre indicata nel 1996 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: «È un incremento della temperatura corporea centrale sopra ai limiti di normalità (temperatura normale tra 36,5 e 37,5°C)». Ma cosa determina questo incremento della temperatura? Quali sono i meccanismi? Già al terzo anno di corso, lo studente di Medicina impara a familiarizzare con queste conoscenze: a livello dell’ipotalamo (area del nostro cervello) esiste un “termostato” che regola la nostra temperatura e in caso di “reazione febbrile” il nostro termostato ipotalamico sposta verso l’alto quella che è la normale temperatura del corpo.

Per questo motivo noi pediatri tranquillizziamo i genitori spiegando che la febbre è un fenomeno fisiologico, cioè naturale, in quanto controllato dal nostro “termostato”.

2 Come si misure la febbre?

La domanda è semplice, ma la risposta non sempre lo è: con il termometro. Okay, ma quale?

Non ci sono evidenze di accuratezza in ambito pediatrico dei termometri con metalli liquidi sostituti del mercurio e dei termometri a ciuccio. Così come non sono elevate le evidenze a supporto dei termometri a infrarossi cutanei. Termometri monouso chimici a viraggio di colore sono sconsigliabili perché scarsamente affidabili. Si consiglia l’uso di termometri elettronici o termometri timpanici a infrarossi. Ma qui occorre fare attenzione ad utilizzare in modo appropriato questi dispositivi.

3 Dove va misurata la temperatura?

  • A domicilio: viene raccomandato l’uso del termometro elettronico in sede ascellare. La misurazione timpanica non è consigliata al domicilio perché più soggetta a errori operatore-correlati.
  • In ospedale: Per i bambini fino a quattro settimane si raccomanda la misurazione ascellare con termometro elettronico. Per i bambini oltre le quattro settimane si raccomanda la misurazione ascellare con termometro elettronico o quella con termometro a infrarossi auricolare o cutaneo.

Misurazione febbre nei bambini

4 Tutte le febbri sono a basso rischio?

Ovviamente no! Devono essere valutati con estrema attenzione (e ricoverati):

a) il neonato (<28 giorni di vita) per il rischio di sepsi tardiva,
b) il lattante (< 3 mesi) febbrile
c) il bambino con malattie neoplastiche
d) il bambino con febbre di origine sconosciuta

5 Cosa dobbiamo osservare nel bambino febbrile (ovviamente in base all’età)

  • Osservare il suo comportamento.
  • Se è vivace nelle ore in cui la febbre scende.
  • Se è “eccessivamente calmo”. Personalmente presto sempre molta attenzione quando la mamma mi dice: «Non è il mio solito bambino».
  • Se ha le labbra particolarmente asciutte, screpolate.
  • Se ha un pianto continuo oppure lamentoso.
  • Se si alimenta o se beve soltanto.
  • Se respira in modo difficoltoso.
  • Se vi sono altri sintomi che accompagnano la febbre (dolori addominali, vomito, diarrea, mal di testa, rigidità del collo, mal di gola intenso, mal d’orecchio).
  • Se la febbre supera i 40°C.

6 Come si affronta la febbre?

Nei casi illustrati ai punti 3 e 4 ovviamente è necessario il consulto con il proprio pediatra o con il pediatra del Pronto Soccorso al fine di diagnosticare la gravità della febbre, in quanto la priorità assoluta è salvaguardare la salute del bambino.

Di seguito viene illustrato uno schema per riconoscere gli stati di allarme nei bambini febbrili fino ai 5 anni di età.

Tabella Febbre

Cartabellotta A. Valutazione e trattamento iniziale della febbre nei bambini sino a cinque anni. Evidence 2013;5(5)

7 Quali farmaci si usano per contrastare i valori elevati di temperatura?

  • Il paracetamolo
  • L’Ibuprofene

Entrambi preferibilmente per via orale, vanno somministrati in base al peso corporeo e sotto la guida del medico pediatra. È altresì fondamentale rispettare l’intervallo fra le somministrazioni per non correre il rischio di sovradosaggio o di accumulo in circolo o nel fegato di questi farmaci.

NO all’acido acetilsalicilico (aspirina) in età pediatrica.

NO agli antibiotici dati per iniziativa personale, ma solo su indicazione del pediatra quando vi è certezza di un’infezione batterica come causa della febbre.

8 Servono solo i farmaci per contrastare la febbre del bambino?

No, è fondamentale rispettare lo status del bambino e lasciargli un tempo di recupero adeguato.

  • Lasciare riposare il bambino
  • Evitare di coprirlo eccessivamente, vestirlo con abiti leggeri.
  • Non usare pile, felpe o fibre sintetiche che tendono a contrastare la dispersione del calore corporeo
  • Non costringerlo a mangiare se non ha appetito: la cosa importante è che si idrati bevendo acqua (o latte nel lattante)
  • Se la sente o se lo richiede, lasciatelo giocare o colorare.

9 La febbre può causare le convulsioni?

Le convulsioni si manifestano nella fase iniziale dell’episodio febbrile in bambini predisposti, che hanno un sistema nervoso eccitabile. Si manifestano con uno o più di questi sintomi:

  • Perdita di coscienza
  • Scosse ai quattro arti
  • Rigidità
  • Sguardo fisso
  • Rovesciamento dei bulbi oculari
  • Ipotono muscolare generalizzato

Questi sintomi possono durare anche alcuni minuti e il bambino può manifestare sonnolenza profonda (fase post-critica).

10 Dopo quanti giorni dallo sfebbramento, il bambino può riprendere a frequentare la comunità?

Si consiglia di attendere almeno 48-72 ore di completa defervescenza e di rispettare sempre il tempo di recupero del bambino in base alla gravità dell’episodio febbrile, all’età del bambino, alla stagione fredda e alla coesistenza di malattie infettive di comunità.

Per concludere sfatiamo anche un mito: la febbre fa crescere i bambini?
La febbre non stimola l’ormone della crescita, ma lo stare a letto per qualche giorno di febbre e magari anche per Il periodo di convalescenza, favorisce la distensione dei muscoli e delle articolazioni e questo sembra essere il motivo della percezione di una maggiore altezza dei bambini.

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